Never Felt So Strange Premiere - Delí // Milano Pride


   Delí
   Love - Guarda la piantina via Melzo 5 - Milano




Never Felt So Strange Premiere - Delí // Milano Pride

22.30 - Concerto live
con gli strumentisti Giovanni Ghioldi, Diego Mariani, Nicolò Mariani, Giulia Gregorig
con la performance di Sara Sheba, Davide Boi
e con Delí

a seguire DJ set by VAITEA

Ingresso libero con possibilità di acquistare copie dell'album


Delí presenta al pubblico per la prima volta il suo album d’esordio “Never Felt So Strange".
La scelta di debuttare al Milano Pride non è casuale: questo progetto, sviluppato in chiave teatrale/cinematografica, è nato attorno al testo di “LAND!”, la storia di un viaggio, di un approdo. Ci sono due personaggi: un migrante e l’autore. Due strangers nati in terre lontane fra loro, emarginati ed oppressi per motivi differenti, che un giorno, per caso, si sono trovati nello stesso posto, alla stessa ora e si sono parlati. Due piani della narrazione che si alternano e si confondono.
Strange fa riferimento alla figura dello stranger, lo straniero, ma anche e soprattutto a quel sentimento da cui è affetto chi subisce emarginazione: strange come different, weird, abnormal, queer. Never Felt So Strange è una dichiarazione d’amore: la voce trema e a volte le parole non vengono. Ma è anche una dichiarazione di intenti: quella di aspirare a un’azione artistica che si fa reazione sociale... di essere semplicemente una voce in più che si alza.

PLOT

Il racconto si apre con la visione di una città distrutta. E’ notte, una polvere nera avvolge tutto e si sente il diavolo ridere (“Devil Is Laughing/Needed To Take A walk”). Poi un viaggio per mare e un approdo su una una nuova terra (“LAND!”). Il sole ora illumina tutte le cose. È un augurio a svegliarsi e sognare (“Awake And Dream”). Con l’arrivo del tramonto, calano le palpebre e affiora un senso di languore. Lo scenario si allarga: si vede la terra dall’alto e i continenti sono enormi materassi. Interviene l’eros, prima in una forma brutale e distruttiva, poi come motore del processo di risoluzione, amore sacro (“Our Bed” – “Like An Ivy Slow”). Eros chiama Thanatos, con un salto a un futuro anteriore: c’è un senso di saudade e una visione delle morte che finalmente non è distruzione (“Hooded Kids”)… È la pace che precede il caos, la creazione di un nuovo mondo (“Worlds Unborn/In A Pure Place (BIG BANG!)”).